Aggiornamenti da febbraio, 2012 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • La mia paginetta 18:59 il 23/02/2012 Permalink
    Tag: atm milano, hooks books, , libri, tram   

    L’insostenibile leggerezza del leggere! 



    Si trovano da tempo, ma incuriosiscono (o ingolosiscono, a seconda dei gusti!) sempre. Mi riferisco alla trovata di Hooks Books con i suoi libri o meglio, estratti di libri. In un paese, quale è l’Italia, dove i libri sono dei grandi malata a causa di una popolazione sempre più pigra e legata alla tecnologia, l’iniziativa di Hooks Books è davvero controtendenza. Piccolissimi estratti di libri pubblicati da leggere sui mezzi per ingannare il tempo (e le lunghe attese alle pensiline, ndr) scoprende – gratuitamente – il piacere di un compagno di viaggio discreto, ma ricco: un libro.

    Ma chi si nasconde dietro questa idea? Si nascondono tre professionisti che ricercano forme nuove per comunicare la cultura e coinvolgere cittadini, operatori culturali e istituzioni pubbliche. Paolo Garberoglio: è l’ideatore del progetto, le sue precedenti esperienze e i suoi interessi sono i più vari e vanno dal design di abbigliamento e calzature alle strategie di costruzione dell’immagine aziendale, ma l’unica caratteristica costante è la passione per la lettura. Max Paleari Henssler: è l’anima commerciale del gruppo, ha lavorato per quasi 12 anni nel mondo della comunicazione/media . Oggi finalmente ha messo insieme lavoro e passione : la lettura e Gianluca Bianchi: laureato in Scienze Politiche, fino a 10 anni fa era fotografo ritrattista e pubblicitario, poi è stato direttore creativo e di prodotto stampa per una delle più importanti realtà media italiane.

    Se vi state chiedendo su quali linee dei mezzi pubblici milanesei trovate i piccoli amici libri, ecco qui: tram linea 7, 9 e 14. Aguzzate gli occhi allora al prossimo viaggio e non arrabbiatevi più quando vedrete i consueti (a me molto ben noti) minuti di attesa del tram 14. Leggete gente… leggete!

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  • La mia paginetta 20:01 il 07/11/2011 Permalink
    Tag: aceto Ponti, de agostini, , ricette   

    Dalla tradizione, tanta golosità 

    Dalla collaborazione tra due storiche aziende piemontesi, De Agostini e Ponti, nasce Il libro dell’aceto, un interessante volume illustrato ricco di curiosità su un prodotto così consueto nella vita di tutti i giorni, ma in realtà ancora poco conosciuto.  Raccontando la storia, le tecniche di produzione, la degustazione, gli usi domestici e gastronomici di questo prodotto eclettico e straordinario che ha accompagnato l’uomo fin dall’antichità, Il libro dell’aceto riserva piacevoli sorprese sia al lettore curioso in cerca di notizie storiche e aneddoti, sia all’appassionato di enologia alla ricerca di una guida sicura e affidabile dai contenuti scientificamente rigorosi, sia a chi ricerca nell’aceto un alleato per la salute o per le faccende di casa. L’aceto ha molte virtù spesso ignote o difficili da immaginare, ma nel corso della sua storia ultramillenaria, grazie alle usanze dei diversi popoli, è stato molto più che un semplice condimento così come oggi lo conosciamo. Basti pensare che i legionari romani bevevano la “posca” un energy drink ante litteram dall’effetto forticante a base di aceto di vino, miele e acqua; i persiani e i babilonesi di dissetavano con una bevanda a base di aceto e acqua; nell’Europa del XVI secolo le disinfezioni a base di aceto di vino, erano la miglior profilassi contro la peste; i governi europei del XIX secolo imposero di lavare con l’aceto di vino la frutta e la verdura per arginare il  colera; nell’800 le regine di Belgio e Olanda furono testimonial di un aceto da toeletta “che dà all’acqua un gradevole profumo e proprietà rinfrescanti”. Questi sono solo alcuni degli esempi curiosi che si trovano nelle pagine del libro che ripercorrono la storia di un protagonista millenario degli usi e consumi di tutti noi. Ancora oggi, oltre a condire e insaporire le nostre pietanze semplici o elaborate, l’aceto può essere utile in tantissimi modi: nelle pagine del libro, tra le più curiose si scoprono i cosiddetti “rimedi della nonna”,  ancora assolutamente efficaci, come l’uso dell’aceto per curare ferite e bruciature, il mal di denti o la stanchezza, le infezioni e le infiammazioni di ogni genere, le punture di insetti o i morsi delle meduse. Infine, se tutti sanno che l’aceto è un ottimo rimedio per eliminare gli odori, non tutti sanno che sempre l’aceto è un tocca sano per prevenire e curare le patologie cardiovascolari, per normalizzare la glicemia, per curare la tosse, per disinfettare, per combattere i bruciori di stomaco o per favorire la digestione. Da ultimo, l’aceto è un ottimo alleato per la pulizia dei vetri e dei cristalli, delle pentole e stoviglie di ogni genere, combatte il calcare e con poche gocce rende più belle forti le piante. Concludono il volume alcune golose, ma semplici ricette a base di pochi ingredienti di uso quotidiano che acquistano un gusto speciale proprio con l’utilizzo di poche gocce di questo elisir di lunga vita!

     

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  • La mia paginetta 22:15 il 02/11/2011 Permalink  

    Non chiedetemi di fare la femmina 

    Politicamente scorretto come una biografia non autorizzata, dantesco per il tour infernale tra le anime prave, inoppugnabile come un terzo grado di giudizio, più scientifico di Superquark, affidabile come un navigatore satellitare (buono!), machiavellico perché tutela un Principe che cerca moglie, più bestiale di un bestiario medioevale, realistico quanto il museo delle cere a Londra, all inclusive come il catalogo Ikea, bipartisan perchè colpisce da destra e da sinistra…

    Il libro presenta una ricca gall(in)eria di prototipi femminili da cui tenersi prudentemente a distanza. Il fine ultimo è pedagogico: rieducare le femmine, e istruire i maschi, per evitare che continuino a scegliere le femmine più “femmine”, perpetuandone la specie.

    LIBRO CONSIGLIATISSIMO PER LE FEMMINE (specie per quelle che credono non le riguardi) e INDISPENSABILE PER I MASCHI (soprattutto per quelli che pensano di non averne bisogno)

    Cult Editore – RCS distribuzione- 12 euro

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  • La mia paginetta 15:52 il 22/10/2011 Permalink  

    Non chiedetemi di fare la femmina 

     

    Politicamente scorretto come una biografia non autorizzata, dantesco per il tour infernale tra le anime prave, inoppugnabile come un terzo grado di giudizio, più scientifico di Superquark, affidabile come un navigatore satellitare (buono!), machiavellico perché tutela un Principe che cerca moglie, più bestiale di un bestiario medioevale, realistico quanto il museo delle cere a Londra, all inclusive come il catalogo Ikea, bipartisan perchè colpisce da destra e da sinistra…

    Il libro presenta una ricca gall(in)eria di prototipi femminili da cui tenersi prudentemente a distanza. Il fine ultimo è pedagogico: rieducare le femmine, e istruire i maschi, per evitare che continuino a scegliere le femmine più “femmine”, perpetuandone la specie.

    LIBRO CONSIGLIATISSIMO PER LE FEMMINE (specie per quelle che credono non le riguardi) e INDISPENSABILE PER I MASCHI (soprattutto per quelli che pensano di non averne bisogno)

    Cult Editore – RCS distribuzione- 12 euro

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  • La mia paginetta 09:08 il 22/09/2011 Permalink  

    Chi ha spostato il mio formaggio? 

    Chi ha spostato il mio formaggio?

    Agosto, tempo di libri e letture in spiaggia e nonostante le ferie non ho voluto mancare l’appuntamento con il libro del mese. Per questo mese ho scelto un libro molto semplice e scorrevole, ma il cui messaggio è estremamente potente. Sto parlando del best seller di Spencer Johnson: “Chi ha spostato il mio formaggio?“.

    Ho letto questo libro per la prima volta durante una fase della mia vita segnata da importanti cambiamenti: lo stile semplice e fiabesco di Johnson mi hanno aiutato ad assimilare da subito alcune lezioni fondamentali sul cambiamento, che sono certo potranno essere di grande aiuto anche a te. Ma vediamo subito di conoscere meglio l’autore ed il suo libro.

    L’autore

    Ciò che amo di Spencer Johnson e le sue “favole di crescita personale” è la capacità di trattare argomenti complessi in modo semplice, offrendo soluzioni pratiche e di immediata applicazione.

    Nato negli Stati Uniti nel 1940, il Dott. Johnson si è laureato in psicologia nel 1963 presso la University of Southern California e dopo la specializzazione presso la Mayo Clinic e l’Harvard Medical School, ha lavorato come Direttore Medico presso la Medtronic e successivamente come advisor presso la Harvard Business School.

    Oltre al suo best seller più famoso “Chi ha spostato il mio formaggio?“, il Dott. Johnson ha scritto altri 10 libri tra cui: “L’one minute manager, tra i libri di riferimento per i manager di mezzo mondo e “I su e giù della vita, un libro per trasformare i periodi di crisi a proprio vantaggio. Ognuno dei suoi libri si è dimostrato da subito un successo editoriale: un caso?

    Ma vediamo ora di cosa parla il suo libro più famoso: “Chi ha spostato il mio formaggio?”.

    Il libro

    Il breve saggio di Spencer è incentrato sulle avventure di 4 personaggi: i topini Nasofino e Trottolino e gli gnomi Tentenna e Ridolino. I 4 protagonisti, dopo aver trovato quella che sembrerebbe un’inesauribile scorta di formaggio, smettono di impegnarsi nella ricerca di cibo, dando per scontato la disponibilità del formaggio; Questa falsa sicurezza si dimostra estremamente pericolosa: senza che i nostri piccoli amici se ne accorgano, la scorta di formaggio si assottiglia sempre di più, finché un giorno scompare del tutto.

    La favola è una splendida parabola di molti dei cambiamenti che ci accadono nella vita: la perdita di una persona cara, di una sicurezza economica, di un amore. Quando questi cambiamenti avvengono, iniziamo ad idealizzare il passato e a farci terrorizzare dal presente e dal futuro.

    Come detto, pur nel suo stile semplice, “Chi ha spostato il mio formaggio?“ trasmette un messaggio molto potente, che può essere sintetizzato in una frase che Ridolino scrive sul muro del labirinto: “Se non cambi, rischi di scomparire”.

    Perché dovresti leggerlo

    La paura del cambiamento nasce dal nostro attaccamento alle cose, alle persone e alle situazioni: quando comprendiamo che nulla è per sempre e che il cambiamento è l’unica costante della nostra vita, siamo colti da un immediato senso di leggerezza. Lo stress svanisce, e ciò a cui davamo più peso del necessario passa velocemente in secondo piano, lasciandoci godere i piccoli piaceri della vita. Recentemente ho pubblicato su Twitter una frase che sintetizza bene questo concetto:

    Niente può trascinarti in basso se non ci sei legato.

    Sono inoltre convinto che certi libri arrivino quando siamo pronti per comprenderli affondo: se stai attraversando un periodo segnato da importanti cambiamenti, ti consiglio di leggere il libro del dott. Spencer ed iniziare a vivere con più leggerezza, consapevole che ogni cambiamento è si lafine di qualcosa, ma al contempo è anche l’inizio di qualcosa altro. Buona lettura ;-)

    Spencer Johnson – Chi ha spostato il mio formaggio?

    Ps. non credo pubblicherò altri articoli nel mese di agosto, anche perché sarò all’estero. Ne approfitto per augurarti nuovamente buone vacanze. Ci risentiamo a settembre… con qualche bella novità ;-)

    Foto tratta da internet.

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  • La mia paginetta 09:34 il 14/09/2011 Permalink  

    Glamour e Rotondità 



    “IL GLAMOUR ruota intorno alle poche proprietarie di un metabolismo iperattivo negato a chi magro non è. Bene, la festa è finita. Dopo anni di dittatura estetica le donne gamberetto, grissino, sogliola o stecchino devono arrendersi e dividere democraticamente il trono dello stile con le done curvy (…..) una morbida e seducente realtà”.


    Questo, e molto altro, Daniela Fedi e Lucia Serlenga lo hanno scritto in “Curvy. Il lato Glamour delle Rotondità”, un libro a quattro mani che prende in esame il lato glamour delle curve, svela segreti, astuzie e indirizzi, racconta aneddoti e storie di vita vissuta mantenendo sempre quel pizzico di sana ironia che alleggerisce il peso in curva.
    Un libro che nasce su proposta della loro agente americana, Vikie Satlov, curvy anche lei, e che prende forma nel giro di poche ore, nonostante il periodo di lavoro intensissimo, come ci svela Daniela Fedi. E d’altra parte, di cose da dire, ce ne sono tante.
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  • La mia paginetta 14:21 il 08/09/2011 Permalink  

    Strip-tease, ovvero la faticosa arte dell’attesa La storia di un potere declinato al femminile 

    L’autrice: “Togliere un indumento dopo l’altro è come sfogliare i petali di un fiore”

    FOTO UFFICIO STAMPA

    La storia della faticosa arte dell’attesa. Si potrebbe intitolare anche così l’ultimo libro di Francesca MazzucatoStoria dello strip-tease, edito daOdoya, che contiene una prefazione firmata da Franco Trentalance. Un saggio che esplora sia la dimensione storica che quella socio-artistica dello spogliarello. Nella lingua italiana è così volgarmente denominata quella forma di spettacolo nata circa un secolo fa per stuzzicare il desiderio maschile tramite l’esibizione pubblica dell’autoliberazione del corpo femminile da ciò che lo veste artificialmente, da ciò che indossa per coprire la propria peccaminosa nudità.

    Un’opera d’arte ha bisogno di essere contemplata per essere compresa e per dare giusta soddisfazione ai sensi. Come, del resto, lo striptease. In un’unica parola è racchiuso un mondo, uno spettacolo di vita che si basa su due azioni peculiari: “svestirsi” (to strip) e “stuzzicare” (to tease). Nel titolo del libro i due termini sono volutamente separati da un trattino per enfatizzarne il significato, approfonditamente analizzato nel corso della trattazione.

    “Togliere un indumento dopo l’altro è come sfogliare i petali di un fiore”. Più l’azione è lenta, ma allo stesso tempo coinvolgente, più cresce l’attesa che si traduce in autentico desiderio. Oggi il voler “tutto e subito” ha portato alla degenerazione di quell’arte fatta di ammiccamenti, di sensualità, di ritualità. Ridare nuovo lustro a tale forma di spettacolo è la missione dell’autrice. Attraverso questo saggio, fitto di descrizioni, di dettagli, di foto d’epoca, di interventi in prima persona, di biografie, di interviste e di aneddoti, emerge il suo personale giudizio di valore.

    Un racconto appassionato, e assolutamente non didascalico, di una forma d’arte, o meglio, di una storia di potere declinata al femminile. Difficile da datare, ma fitta di eventi, performance, evoluzioni ed involuzioni. Protagoniste del lavoro della Mazzucato sono le donne, le stripper che hanno fatto storia e che vengono tutt’oggi adorate, se non emulate. Come Gypsy Rose Lee, una bruna e formosa americana di Seattle, che nel 1931 si esibì alRepublic Theater di New York, dove fu tenuta a battesimo quella faticosa arte dell’attesa che è lo striptease. E come non basta avere un’idea per definirsi un artista, “non tutte le donne possono spogliarsi: devono saper creare un’illusione, e, per fare questo, occorre arte”, diceva Gypsy.

    La decadenza di quest’arte inizia negli anni Cinquanta, quando lo strip non convive più con il tease, ma lo domina fino a farlo scomparire. Come in Italia, dove i nightclub fanno esibire corpi che non si fanno più atto creativo e fantasioso, bensì volgare passatempo per uomini morbosi. Il passo verso la pornografia è molto breve. Icone dei decenni successivi diventano attrici totalmente disinibite come Moana Pozzi, habitué non solo dei set cinematografici ma anche degli studi televisivi. In tutto ciò“c’è più routine e malinconia che vero spirito”, constata amaramente la Mazzucato.

    Non bisogna dimenticare poi lo strip maschile, nato negli anni Novanta più come un fenomeno da baraccone che come una forma di spettacolo. Corpi scolpiti, depilati, “a volte un po’ patetici” allietano addii al nubilato e la festa dell’8 marzo. Il cinema, con The Full Monty, film del 1997, ha tentato di dissacrare il rituale dello striptease in totale crisi d’identità, cercando, facendone parodia, di ridargli il lustro artistico e creativo delle origini.

    Come sta cercando di fare, con meritato successo, Dita Von Teese, la più famosa performer di neo-burlesque. Il suo bagno sensuale in una coppa di champagne ad altezza d’uomo è diventato il suo imitatissimo cavallo di battaglia. Giochi ironici che fanno della denudazione un atto di eleganza e di inedita creatività. “Si preme il pedale dell’eccesso, ma non quello della nudità: quello dello spettacolo”, scrive la Mazzucato. Sono numerose e molto frequentate le scuole di burlesque nate negli ultimi dieci anni sulla scia dell’escalation della Von Teese. Ma nessun’altra performer, ad oggi, la eguaglia in fantasia e creatività.

    La Miss Pin-up Girl of the World in arte Bettie Page, il triangolo pubico indossato dalle soubrette del Crazy Horse, la bubble dance ripresa anche dal video Hollywood di Madonna, il passato da spogliarellista mai rinnegato di Lady Gaga. Queste e tante altre le storie, ovvero le messe in scena di una narrazione, raccontate dalla Mazzucato nel suo libro, che si conclude con un’appendice di interviste a performer contemporanee: webcam girl, spogliarelliste dj, alternative model e cosplay performer. Un vero e proprio lavoro, quello della stripper, che alcune amano e che altre odiano.

    Amore per l’arte e odio per la sua mercificazione. Sono quindi storie di attesa, di potere, di liberazione, di opposizione, di conflitto, di decadenza, quelle che l’autrice ha ricercato, analizzato e descritto per dare completezza e sostanza al suo testo, convinta che la formula del successo artistico dello striptease sia quella di “lasciare vivido il pathos dell’attesa”. Perché“questo avviene non solo nei palcoscenici ma anche nella vita”.

    Lisa Sommacale
     http://www.tgcom.mediaset.it/speciale-libri/articoli/1020007/strip-tease-ovvero-la-faticosa-arte-dellattesa-la-storia-di-un-potere-declinato-al-femminile.shtml
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  • La mia paginetta 11:50 il 05/09/2011 Permalink  

    Messaggio con immagine 

    Restano invariate le prime cinque posizioni della classifica di questa settimana in cui ritroviamo infatti i best sellers di Melissa Hill,Vanessa Diffenbaugh, del vincitore del Premio Strega Edoardo Nesi, diClara Sánchez e Andrea Camilleri. Il resto della classifica però subisce cambiamenti di grande importanza.

    Troviamo infatti questa settimana ben due new entry. Balza in sesta posizione infatti dopo appena una settimana dalla sua uscita in libreria l’ultimo romanzo di Marcela Serrano dal titolo “Dieci donne”, un romanzo che cerca di penetrare nell’animo di donne molto diverse l’una dall’altra e di addentrarsi alla scoperta della vera essenza della femminilità.

    Troviamo un’altra new entry in nona posizione, “La dieta Dukan” del nutrizionista e specialista dei comportamenti alimentari Pierre Dukan. Questo tipo di dieta è diventato famoso soprattutto per essere utilizzato anche da molti vip, una dieta che promette di ottenere dei risultati davvero sorprendenti già dai primi giorni ma che è attualmente al centro di molte polemiche.

    Le altre posizioni della classifica vedono ancora la presenza di Francesco FiorettiFred Vargas e dell’amata scrittrice italiana Margaret Mazzantini.

    Ecco nello specifico la top ten di questa settimana:

    1. “Un regalo da Tiffany” (Melissa Hill, Newton Compton)
    2. “Il linguaggio segreto dei fiori” (Vanessa Diffenbaugh, Garzanti)
    3. “Storia della mia gente” (Edoardo Nesi, Bompiani)
    4. “Il profumo delle foglie di limone” (Clara Sánchez, Garzanti)
    5. “Il gioco degli specchi” (Andrea Camilleri, Sellerio)
    6. “Dieci donne” (Marcela Serrano, Feltrinelli)
    7. “Il libro segreto di Dante” (Francesco Fioretti, Newton Compton)
    8. “La cavalcata dei morti” (Fred Vargas, Einaudi)
    9. “La dieta Dukan” (Pierre Dukan, Sperling & Kupfer)
    10. “Nessuno si salva da solo” (Margaret Mazzantini, Mondadori)
    FONTE: http://libriblog.com/
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